Le 5 cose da sapere quando devi costruire o modificare il tuo impianto di mescolazione (e che il costruttore non ti dirà mai)

silos polveri

Quando devi scegliere chi costruirà il nuovo impianto di alimentazione dei mescolatori o chi modificherà il tuo vecchio impianto, ti trovi davanti a un vero e proprio dilemma perché non puoi davvero permetterti di sbagliare.

Questo articolo vuole darti qualche strumento in più per poter fare le giuste valutazioni quando si tratta di scegliere la ditta più adatta al tuo specifico bisogno ed evitare così errori che potrebbero costarti caro.

Come evitare errori nella scelta del costruttore di impianti di mescolazione

 

Non è affatto vero che il costruttore più strutturato sia sempre la scelta migliore, come non è vero che la ditta piccola sia da scartare a priori perché è piccola.

Dipende da cosa devi fare.

I consigli che seguono valgono per tutti i costruttori e ti metteranno nella condizione di non sbagliare.

Ecco le 5 cose che è meglio sapere prima di scegliere chi metterà le mani sul tuo impianto.

1.    Analizza in profondità il diagramma preliminare

Se devi realizzare un nuovo impianto per trasportare e dosare prodotti da inserire nei mescolatori (tanto per gomma come per plastica), la prima cosa da valutare sono la tipologia di prodotti che devono essere trattati e la quantità degli stessi che deve essere trasportata e dosata ogni ora e per ogni turno.

Queste informazioni unite alle schede tecniche dei prodotti ed al tipo di approvvigionamento degli stessi (Big-Bag, sacchi, cisterne, altro) sono i primi documenti che devi far avere al costruttore in modo che possa iniziare a lavorare sul diagramma.

Questa prima fase ti permette di capire se hai a che fare con professionisti esperti o semplici ditte meccaniche. Come? Valutando la completezza ed il dettaglio del diagramma preliminare.

Ma attento: non devi valutare “a occhio” se una soluzione ti piace di più di un’altra, ma devi fare un’analisi insieme con il costruttore del perché di ogni scelta fatta, a prescindere, in questa fase, dal prezzo. Non guardare il prezzo, non ancora.

In questa fase devi valutare:

  • la flessibilità che ti consente l’impianto
  • come hanno previsto di fare la pulizia in caso di cambio produzione
  • come hanno progettato gli scarichi delle tramogge e bilance per evitare che il prodotto non scenda
  • come ti garantiscono la precisione nei dosaggi di cui hai bisogno
  • che portata effettiva l’impianto riesce a garantire.

Ogni costruttore ha il suo metodo e le sue soluzioni tecniche, a priori tutte vanno bene. Quello che devi verificare è se il costruttore sa rispondere efficacemente ad ogni tua domanda preliminare e se la risposta ti soddisfa in pieno senza lasciarti dubbi.

Se qualche spiegazione non ti convince oppure se il venditore ti dice «… poi lo definiamo in fase di progettazione…» tienine conto. Una ditta preparata ed esperta deve poterti rispondere subito e senza indecisioni e deve anche mostrarti progetti simili dove sono state utilizzate le stesse soluzioni.

2.     Diffida di chi non ha un’esperienza consolidata

 

Un investimento importante come quello necessario per realizzare un nuovo impianto deve essere valutato con un’ottica di lunghissimo periodo, almeno 15 anni.

Conosco impianti che hanno più di 30 anni ancora perfettamente funzionanti, naturalmente con le dovute manutenzioni ed aggiornamenti.

E’ vero che, bene o male, anche ditte diverse da quella che ha realizzato l’impianto possono metterci le mani successivamente, ma è consigliato mantenere un rapporto con chi lo ha realizzato, che dispone di tutti i disegni di costruzione ed installazione, ha l’elenco del materiale fornito e ovviamente ne conosce i produttori.

Allora, è importante valutare la storia dell’azienda: per esempio, da quanti anni è presente sul mercato degli impianti; o se prima si occupava solo di fare qualche lavorazione meccanica e poi si è buttata nella mischia degli impiantisti.

Il mio consiglio è di diffidare di chi non ha una consolidata esperienza o di chi dice: «…facciamo quello che fa il leader del mercato ma costiamo meno…».

Rifletti e domandati: «Se tra qualche anno avrò bisogno di loro, ci saranno ancora?».

Una buona pratica, quindi, è quella di farti mostrare impianti realizzati recentemente simili a quello che vuoi fare tu o almeno nello stesso settore. Non è detto, infatti, che se ho esperienza nel trasporto di farine posso anche trasportare silice o carbonato di calcio.

Se non vuoi avere dei mal di pancia devi evitare di fare la cavia per loro.

3.     Fai le giuste domande sull’automazione dell’impianto

 

Sul tema dell’automazione dovrei scrivere un libro (e non è detto che non lo farò).

Molti costruttori, quando propongono un impianto, trattano la parte dell’automazione come se fosse un semplice accessorio, senza porre (e far porre al cliente) la giusta attenzione su questo aspetto.

Sulle offerte la descrizione dell’automazione è spesso relegata alla descrizione del quadro elettrico ed a 3 frasi standard sul software.

Peccato che il tipo di quadro elettrico o quanto è grande o se contiene 2 inverter o 23 motori NON è importante. Il quadro elettrico e soprattutto il software devono permetterti di realizzare tutte le produzioni di cui hai bisogno. Se si sono dimenticati un inverter e quindi hai problemi su un trasporto o su un dosaggio, non è un problema tuo, sono loro che devono risolvere il problema.

Quando viene fornito un elenco di accessori del quadro, spesso si tratta di una scusa per poi farti pagare qualsiasi cosa non compresa che serve a garantire le prestazioni dell’impianto richieste in fase di ordine.

Perciò, se tu chiedi un impianto completo di automazione e giustamente non hai l’esperienza per dare indicazioni precise, il grande consiglio che ti posso dare è chiedere che l’automazione sia realizzata da una delle due o tre ditte italiane veramente specializzate nel settore.

Naturalmente una la conosci già 😉.

Ad ogni modo, le cose veramente importanti sull’automazione da chiedere e verificare sono:

–       Materiali solo di marche conosciute (evita qualsiasi scheda o componente non commerciale)

–       Per il PLC ed l’inverter chiedi che siano solo di marca leader. Nel nostro settore o Siemens o Rockwell o Omron. Altri produttori fanno ottimi dispositivi ma sono poco diffusi nel nostro mondo (se devi scambiare dati con altre macchine o impianti è facile che abbiano uno di questi 3 PLC).

–       Se l’impianto è molto grande chiedi di avere vari quadri distribuiti al posto di uno grande. Ti costerà qualcosa in più ma avrai un grande risparmio come impianto elettrico e come possibilità di ampliamenti futuri. Inoltre la manutenzione e la ricerca di guasti sarà più semplice.

–       Chiedi di vedere il software di un progetto simile in simulazione ed analizza come vengono gestiti i dati, le ricette, il piano di produzione ed i report.

–       Chiedi se è possibile installare il programma su più PC e come viene gestita la rottura del PC principale (sistema di backup).

–       Chiedi come è organizzata l’assistenza post collaudo e se hanno un contratto di assistenza con tempi certi di collegamento remoto.

Importante: se ad una di queste domande ti rispondono che «adesso non lo abbiamo ma lo possiamo fare…» stai molto attento, perché vuol dire, anche in questo caso, che potresti essere il primo su cui sviluppano questo progetto.

4.    Montaggio e collaudo: controlla cosa è incluso nel prezzo e cosa no

Quando si arriva alla firma del contratto e chiedi il prezzo finale, devi porre molta attenzione alle cose che sono incluse ed a quelle che sono escluse. Una delle voci più importanti è il montaggio ed il collaudo.

La cosa migliore naturalmente è quella di chiedere un tutto incluso. In questo caso ogni attività è a carico della ditta costruttrice e tu pagherai la quota finale al collaudo solo quando tutto quello previsto è stato realizzato e verificato.

Come puoi immaginare questa è anche l’opzione più costosa. Molte lavorazioni sono svolte da ditte esterne a quella di costruzione meccanica (vedi impianto elettrico e automazione) per cui devono assumersi il rischio e naturalmente ti chiedono un prezzo più alto per venderti i servizi.

Se non hai un budget importante e se già conosci ditte specializzate negli impianti elettrici industriali o nei montaggi meccanici puoi chiedere anche la sola supervisione ai lavori.

Questa consiste nella presenza più o meno costante di un rappresentante della ditta di costruzione impianto che segue direttamente tutti i lavori, dal montaggio meccanico a quello elettrico, al collaudo, ma le singole ditte locali le paghi direttamente tu.

In questo caso devi fare attenzione ad alcune cose:

  • Quanti giorni hanno previsto di supervisione e collaudo;
  • I costi per ogni giornata extra;
  • Chi paga i vari fornitori nel caso di un loro errore.

Mi spiego meglio: se nel contratto sono indicati un numero di giorni fissi per il montaggio ed il collaudo vuol dire che esauriti questi giorni devi pagare il costo giornaliero per ogni giorno in più.

Se il ritardo è causato da te o dalle ditte che hai scelto è un problema tuo; ma se è causato dalla ditta stessa che magari ha avuto problemi durante il montaggio/collaudo o, peggio, sono stati indicati un numero di giorni palesemente non sufficienti, potresti dover pagare per colpe non tue non solo il costruttore ma anche tutte le ditte che hai appaltato direttamente credendo di risparmiare.

Ancora una volta il consiglio non può che essere di affidarti a ditte esperte nel tuo settore con anni di esperienza alle spalle e con diversi progetti portati a termine.

Non ci sono particolari problemi se preferisci questa opzione; devi essere però sicuro che le ditte che sceglierai direttamente siano in grado di gestire il lavoro nei modi e nei tempi corretti.

5.     Valuta sempre il costo complessivo nel medio e lungo termine

A nessuno piace spendere più soldi di quelli strettamente necessari e nessuno vuole avere problemi e perdite di produzione a causa del nuovo impianto.

Queste due cose sono strettamente legate. Quando valuti l’investimento non devi solo valutare il costo iniziale dell’impianto ma anche e soprattutto il costo complessivo nel medio e lungo termine.

Spendere poco subito per avere problemi a distanza di pochi mesi è senza dubbio peggio che pagare subito qualcosa in più ma essere tranquilli e produrre per anni senza difficoltà.

Come in tutti i settori per lo stesso impianto potresti trovarti prezzi anche molto diversi.

Dipende non solo dal livello dei materiali utilizzati e dalle finiture ma anche e soprattutto dal livello dell’ingegneria e dalla reputazione dell’azienda costruttrice.

Anche in questo caso il consiglio, prima di procedere alla valutazione del prezzo, è quello di pretendere di vedere impianti simili al tuo per sincerarti del livello di costruzione, completezza del software ed effettiva competenza della ditta costruttrice.

Se hai davanti a te diverse ditte che reputi idonee, fai una tabella comparativa affidando ad ogni voce un punteggio: potrai scegliere la ditta che avrà il miglior punteggio.

E puoi sempre trattare sul prezzo per strappare le condizioni migliori a patto di non esasperare la trattativa economica cercando sconti impossibili. Il rischio in questo caso è quello di mettere in difficoltà il costruttore che per prendere il lavoro al tuo prezzo potrebbe compromettere l’affidabilità e le prestazioni del progetto nel lungo periodo.

Ed alla fine costringendoti a spendere comunque altri soldi.

Spero che questa guida ti sia stata utile.

Io rimango comunque a tua disposizione per darti ogni consiglio possibile in modo da permetterti di scegliere serenamente un fornitore strategico come il costruttore dell’impianto che ti darà da vivere per anni.

Puoi scrivermi a claudio.tosi@multidata.it o telefonarmi allo 059 537902.

Buona vita

Claudio Tosi