Credito d’imposta 2020: come rinnovare il tuo impianto pagandolo la metà

Credito d'imposta

Tutti noi odiamo la burocrazia, ma questa volta il beneficio è sicuramente maggiore delle scocciature dovute ai cavilli fiscali. Infatti, la nuova legge di bilancio 2020, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale, manda in pensione i vecchi Iperammortamento e Superammortamento introducendo un credito d’imposta in compensazione per l’acquisto di nuovi macchinari e per l’ammodernamento dell’impianto.

In pratica, puoi usare fino al 40% dell’investimento per pagare meno tasse o meno IVA, senza calcoli complicati o procedure (troppo) complesse.

Come funziona il credito d’imposta 2020

La grande novità è quella di poter calcolare il valore del credito d’imposta in base all’investimento fatto.

Ad esempio, se acquisti un nuovo mescolatore o fai delle modifiche all’impianto, non ammortizzi solo quanto pagato ma, se soddisfi le richieste del ministero, hai a disposizione anche il 40% di quanto pagato da poter usare in 5 parti annuali per pagare meno tasse o IVA. Di conseguenza l’investimento, a fine ammortamento, lo paghi meno del 40% del valore iniziale.

Su un investimento di 100.000€ tra l’ammortamento del bene ed il credito d’imposta, alla fine il bene lo paghi solo 36.000€, quasi il 70% in meno.

Anche se non sei un commercialista capisci che è un’occasione molto interessante.

I requisiti da soddisfare

La legge di bilancio fissa dei requisiti molto stringenti. Infatti, per sfruttare il nuovo credito d’imposta devi dichiarare che il bene (in realtà, il software che lo controlla) ha determinate caratteristiche specifiche (e le deve avere tutte):

  • deve essere collegato alla rete di fabbrica dalla quale deve ricevere istruzioni o parti di programma;
  • deve essere collegato la sistema logistico della fabbrica o ad altre macchine del ciclo produttivo;
  • deve essere dotato di PLC o CNC;
  • l’interfaccia deve essere semplice e intuitiva e deve rispondere ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Tutto qui? Purtroppo no.

Oltre a quanto sopra, il genio che ha fatto la legge vuole che le macchine (o gli impianti) siano assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici e che siano dotate di almeno 2 tra le seguenti funzioni:

  • disporre di sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • permettere il monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • avere caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

Quindi, se vuoi sfruttare l’incentivo, occorre che fai molta attenzione al software di controllo e supervisione di cui è dotato l’impianto o la macchina.

Anche perché la normativa dice che potrai sfruttare l’incentivo solo a partire dal momento in cui le condizioni di cui sopra sono effettivamente verificate.

Perciò, niente macchine con piccolo pannello operatore stupido o semplice PLC che si fa i fatti suoi o software che non scambia dati con gli altri sistemi.

Una macchina idonea a Industria 4.0 non è sufficiente

Ho visto alcune offerte di macchine in cui il fornitore indicava semplicemente che la macchina è idonea a Industria 4.0.

Sfortunatamente, questo non basta per avere il credito d’imposta. La macchina deve avere le caratteristiche di cui sopra (e le deve avere tutte), ma devi anche predisporre la tua rete aziendale (il gestionale ad esempio) a scambiare i dati con la macchina stessa.

Quindi prima di fare l’investimento fai le dovute considerazioni.

I software di produzione godono sempre del credito d’imposta

Altri componenti dell’automazione di fabbrica come i software godono di un diverso credito d’imposta del 15% (comunque molto più alto del vecchio superammortamento che corrispondeva a un 7% scarso).

Tutti i software che rientrano nell’allegato B godono del credito d’imposta del 15% (SCADA, MES, ERP, WMS, altri). Ci sono praticamente tutti i software ad uso industriale; non ti faccio l’elenco ma sono tutti quelli che già utilizzi.

La bella notizia è che se modifichi l’impianto o aggiungi qualche macchina, anche il rifacimento del software che controlla l’impianto e la macchina rientra nell’allegato A quindi al 40% (oltre i 2,5 milioni di euro si passa al 20%).

Quindi, anche senza modificare la meccanica puoi approfittarne comunque, per esempio, per rifare l’automazione del vecchio mescolatore che magari è ancora gestito manualmente, per dotarlo di tutte le funzioni disponibili sulle nuove macchine, come ad esempio:

  • monitorare in continuo tutte le variabili del processo;
  • collegarti in automatico ai nostri uffici per richiedere assistenza remota;
  • scambiare informazioni sia con l’impianto di dosaggio (meglio se dotato di nostro software) sia con la logistica per la verifica della materia prima caricata;
  • ricevere le ricette ed il piano di lavoro dal gestionale di fabbrica o via internet;
  • avere un sistema facile e affidabile a prova del personale che ti manda l’agenzia interinale;

Anche in questo caso, pagheresti l’investimento quasi la metà (ad esempio, su un investimento di 40.000€, lo pagheresti solo 24.000€ circa).

Come richiedere il credito d’imposta

Le procedure per richiedere il credito d’imposta sono le stesse per qualsiasi beneficio similare. Il tuo commercialista dovrà dichiarare quanto hai speso e certificare il valore del credito da poter utilizzare, ma potrà farlo solo in presenza di un documento che attesta che il bene soddisfa i requisiti del ministero.

Se l’investimento è inferiore ai 150.000€, il responsabile legale può fare un’autodichiarazione.

Oltre questa cifra devi rivolgerti a un professionista iscritto all’albo per avere una perizia del bene.

Hai tempo fino alla fine del 2020

Si tratta veramente di un’ottima occasione per aggiornare l’infrastruttura della fabbrica, sostituire tutti i sistemi obsoleti e permetterti di guadagnare flessibilità (che tutti vorrebbero) e competitività (che ancora in meno hanno).

La norma prevede che l’acquisto del nuovo bene avvenga nel periodo d’imposta 2020 e che sia interconnesso entro fine 2020. Sono previste proroghe fino a giugno 2021 se si dimostra di aver già ordinato e pagato un anticipo di almeno il 20% entro fine 2020.

Ricapitoliamo: tutte le spese sui materiali dell’impianto o su nuove macchine beneficiano del credito d’imposta del 40% se hanno le giuste caratteristiche (i nostri sistemi ce le hanno tutte), mentre i soli software di supervisione del 15% (ma questi se fai tutto per bene incidono poco…).

Diversi nostri clienti ci hanno già detto di voler approfittare di questa opportunità praticamente unica, chi per rifare il vecchio quadro elettrico, chi per automatizzare le macchine più vecchie.

Non perdere tempo. Se hai dubbi o domande fai un commento o scrivimi: sarò lieto di darti tutte le informazioni che ti servono.

Manda una mail a claudio.tosi@multidata.it oppure chiama al numero +39 059537902.

E se vuoi saperne di più, puoi trovare un documento veramente completo di tutti quello che devi conoscere per sfruttare da subito il nuovo credito d’imposta. Lo trovi qui, è gratis.

Buona vita.

Claudio Tosi

    Nato nel 1974 a Modena, si è diplomato all'istituto superiore Enrico Fermi in elettronica e telecomunicazioni. Dopo l'anno di militare ha iniziato il suo percorso professionale come tecnico programmatore presso la Multi Data s.r.l. Dopo oltre 20 anni di lavoro, si occupa di seguire i nostri clienti nel settore plastica e gomma, aiutandoli a migliorare la produzione e ridurre errori e costi.

    All author posts